GUANTANAMO: E' INIZIATO IL PROCESSO AUTISTA BIN LADEN

Guantanamo Bay, 21 lug. (Ap) - In attesa di portare davanti alla giustizia americana Osama Bin Laden in persona, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush potrebbe comunque vedere condannare entro la fine del suo mandato uno dei fedelissimi del ricercato numero uno della Casa Bianca. E' iniziato infatti a Guantanamo il processo nei confronti dell'ex autista di Bin Laden, Salim Hamdan, che si è dichiarato "non colpevole".

L'imputato è accusato di complotto e sostegno al terrorismo, accuse che potrebbero costargli la condanna a vita. Nei giorni scorsi una giuria di tredici ufficiali è arrivata a Cuba anche se i legali di Hamdan hanno chiesto di verificare che nessuno di essi sia collegato alle vittime dell'11 settembre per accertarne l'imparzialità.

Hamdan si è presentato davanti al giudice con una tuta verde dichiarandosi "non colpevole". Secondo gli avvocati dello yemenita l'imputato avrebbe solo lavorato come dipendente per lo sceicco del terrore senza però avere alcun ruolo nell'organizzazione terroristica di Al Qaida. Hamdan, che è detenuto a Guantanamo dal 2002, fu arrestato due mesi dopo gli attentati di New York nel 2001 con due missili terra aria nella macchina.

Nei prossimi giorni arriveranno nella base decine di testimoni raccolti dal Pentagono, per una causa che dovrebbe durare tra le tre e le quattro settimane, concludendosi così prima delle elezioni di novembre. Quello iniziato oggi è il primo processo per crimini di guerra davanti ad una corte americana dalla fine della seconda guerra mondiale e potrebbe, nelle speranze del presidente Bush, dare prova dei risultati della guerra al terrorismo e riabilitare davanti all'opinione pubblica americana la base cubana. Proprio nei giorni scorsi infatti le televisioni americane hanno mostrato il video di uno degli interrogatori condotti nel carcere nei confronti di un minorenne.

Ai primi di luglio Guantanamo è stato inoltre al centro di una cocente sconfitta per Bush, che ha visto la Corte Suprema americana dare ragione ai prigionieri della base, che possono adesso impugnare davanti alle corti federali statunitensi i provvedimenti per cui sono detenuti. 

Il Pentágono ha iniziato il primo processo a Guantánamo contro un recluso

PL - Il primo processo militare contro uno dei prigionieri della base navale di Guantánamo comincerà oggi, lunedì 21, lì dove gli USA tengono recluse 275 persone da quasi sette anni, al margine di ogni assistenza legale.

L’accusato è Salim Ahmed Hamdan, un yemenita segnalato come ex autista di Osama bin Laden e considerato combattente nemico, termine utilizzato dal governo del presidente George W. Bush per etichettare coloro che dettine in nome della sua detta guerra contro il terrorismo.

Ahmed Hamdan, di 40 anni, apparirà di fronte ad un tribunale militare d’eccezione,accusato di cospirazione e appoggio materiale al terrorismo, tra le varie accuse, delitti che possono ricevere la condanna dell’ergastolo.

Hamdan fu detenuto nel novembre del 2001 in Afganistán.

La difesa ha definito ingiusto e disonesto il processo contro il suo cliente, perchè l’accusa si basa su presunte dichiarazioni ottenute con tecniche illegali d’interrogatorio.

L’avvocato Neal Katyal assicura che le presunte prove del Pentagono sono state ottenute in condizioni di privazione del sonno al detenuto, che era in isolamento totale, e con altri procedimenti considerati torture.

La scorsa settimana l’ex procuratore generale dell’Esercito degli Stati Uniti, Morris Davis ha denunciato che le Commissioni militari create dal presidente Bush sono illegali e carenti di ogni giustizia.

"Se questo lo si vuol fare sotto la bandiera della giustizia militare, dev’essere un processo giusto", ha segnalato il colonnello della Forza Aerea in un’intervista alla catena di radio e TV Democracy Now.

"Questo sistema però io non lo chiamerei nè militare nè giustizia", ha aggiunto l’ufficiale che nell’ottobre scorso ha dato le dimissioni dal suo incarico di capo dell’ufficio delle Commissioni Militari del Dipartimento della Difesa, come protesta per le interferenze politiche nelle corti marziali.

Davis ha accusato l’amministrazione Bush di fare pressioni sui tribunali della prigione di Guantánamo.

Agli inizi dell’anno aveva rivelato che i funzionari del governo gli avevano imposto di accelerare i processi ai presunti terroristi reclusi nell’installazione per creare nell’opinione pubblica l’immagine di un sistema giuridico che funziona adeguatamente.

Tra coloro ha menzionato il vice segretario alla Difesa Gordon England, che ha sottolineato il valore strategico di accusare, in un anno elettorale, i detenuti d’alto profilo.

Davis ha anche condannato l’atteggiamento del recente dimissionario assessore legale generale del Pentagono, William Haynes, in relazione allo svolgimento dei processi. (Traduzione Granma Int.)