Le confessioni di Salim Hamdam, l'ex autista di Bin Laden il cui processo e' iniziato ieri nella base di Guantanamo, sono state estorte con la tortura ma alcune di queste potrebbero comunque essere usate ai fini del processo. A deciderlo e' stato il giudice militare Keith Allred, che presiede il tribunale che dovra' giudicare per crimini di guerra l'ex autista dello sceicco del terrore.
Il giudice ha cioe' accettato le richieste dei legali dell'imputato sulle presunte torture avvenute dopo l'arresto di Hamdam per ottenerne la confessione, ma ha anche lasciato la porta aperta all'uso a fini processuali delle dichiarazioni rilasciate durante la detenzione a Guantanamo.
Il giudice ha invece escluso che l'accusa possa utilizzare i verbali degli interrogatori avvenuti nelle basi di Bagram e Panshir, "perche' estorti in un contesto altamente coercitivo".
Hamdam, che all'apertura del processo si e' dichiarato non colpevole, sarebbe stato in particolare sottoposto a isolamento e privazione del sonno prima di confessare. La difesa sostiene inoltre che per costringerlo a parlare i soldati americani abbiano tenuto Hamdam in isolamento ventiquattro ore al giorno con mani e piedi legati e che lo abbiano colpito ripetutamente alla schiena.
L'accusa si e' detta comunque fiduciosa di poter dimostrare la colpevolezza dell'uomo anche senza alcuni di quei documenti. La difesa di Hamdam e' invece riuscita a far escludere dalla giuria sette degli ufficiali, alcuni dei quali non sarebbero stati del tutto imparziali per via delle loro amicizie con membri del Pentagono all'epoca degli attentati dell'11 settembre.