Speciale 11/9: il Pentagono presenta il conto

Il Pentagono ha annunciato ufficialmente l'incriminazione di sei
presunti terroristi detenuti a Guantanamo per l'attacco all'America
dell'11
settembre 2001. Per tutti e sei e' stata chiesta la condanna a morte.
I detenuti incriminati dovrebbero ora venir processati dalle 'commissioni militari' create dal Pentagono.
Il processo ruoterà intorno alla figura centrale di Khalid Sheikh Mohammed,
ritenuto
l'autore del piano d'attacco dell'11/9. Il detenuto,
catturato
in Pakistan nel marzo 2003, secondo il Pentagono, avrebbe
confessato il suo ruolo:
''Sono stato responsabile della operazione 11/9 dall'A alla
Z''.
Gli altri cinque
incriminati sono Mohammed al-Qahtani (il
possibile 20mo dirottatore mancante dell'11 settembre); lo
yemenita Ramzi Binalshibh (un membro della cosiddetta
'cellula
di Amburgo'); Ali Abd al-Aziz Ali (noto come Ammar al-Baluchi,
nipote di Mohammed e ritenuto il braccio operativo del
piano);
Mustafa Ahmed al-Hawsawi (braccio destro di al-Baluchi);
Walid
bin Attash, noto con il nome di battaglia di Khallad, che
avrebbe scelto e addestrato alcuni dei dirottatori.
Si tratta di presunti seguaci di Al Qaida che fanno parte
di un gruppo di cosiddetti 'detenuti di alto profilo', che
il
Pentagono custodisce a Guantanamo in una struttura segreta
nota
come 'Camp 7'.
In un capo d'imputazione lungo 90 pagine - in gran parte
costituito dai nomi delle vittime - vengono contestate le accuse
di omicidio, cospirazione per commettere omicidio, attacchi
contro civili, lesioni aggravate volontarie, terrorismo e
dirottamento di aerei.

1 - KHALID SHEIKH MOHAMMED: Definito dall'amministrazione
Bush ''uno dei piu' famigerati terroristi della Storia'', e'
reo
confesso di essere stato lo stratega dell'attacco
all'America.
Si e' laureato negli Usa nel 1986 ed e' stato la mente di
molteplici progetti, compreso il cosiddetto 'Bojinka' del
1994,
che prevedeva di far esplodere in volo 10 aerei americani
sul
Pacifico. Mohammed e' nato in Kuwait, nel 1964 o 1965 (la
data
e' incerta) da genitori pachistani ed e' cresciuto in
Pakistan.

2 - RAMZI
BINALSHIBH (o Bin al-Shibh): Uno yemenita che
guidava la cosiddetta 'cellula di Amburgo' che realizzo' le
stragi. Fu catturato nel 2003 con Mohammed in Pakistan. Con
lo
stratega dell'attacco, secondo gli Usa aveva messo a punto
dopo
l'11 settembre anche un progetto di attentato che prevedeva
di
dirottare un aereo e lanciarlo contro l'aeroporto londinese
di
Heathrow. Al momento della cattura, secondo l'accusa aveva
reclutato quattro sauditi per la nuova strage.

3 - AMMAR
AL-BALUCHI (vero nome Ali Abdul Aziz Ali): Operativo di Al Qaida in Pakistan, e' nipote di Mohammed e
cugino di Ramzi Yousef, l'autore del primo attacco al World
Trade Center del 1993. Ha addestrato alcuni terroristi
inviati
negli Usa. Viene indicato come il braccio destro di Mohammed
nell'organizzare l'attacco all'America.

4 - WALID BIN
ATTASH (o Khallad): Membro di una famiglia
saudita molto legata a Osama bin Laden, e' stato tra i
responsabili di Al Qaida in Arabia Saudita.

5 - MUSTAFA AHMED
AL-HAWSAWI (o Zahir): Uno dei due
'cassieri' dell'11 settembre, invio' i soldi ai dirottatori
dagli Emirati Arabi Uniti e gesti' gli aspetti finanziari
dell'
operazione. Sarebbe stato un collaboratore di Al-Baluchi.

6 - MOHAMMED AL
QAHTANI: E' ritenuto il possibile 20mo dirottatore mancante nel gruppo dei protagonisti
dell'attacco
all'America. Il 4 agosto 2001 arrivo' all'aeroporto di
Orlando, in Florida, ma fu respinto dall'Immigrazione americana.
Secondo
l'inchiesta, quel giorno all'aeroporto ad attenderlo c'era
l'egiziano Mohamed Atta, il capo del gruppo che esegui' le
stragi. (ANSA).
Il processo si presenta difficile per l'accusa non solo per
le battaglie legali sulla costituzionalita' del tribunale
militare (e' attesa una sentenza della Corte Suprema nei
mesi a
venire) ma anche per le polemiche destinate ad emergere in
aula
per gli interrogatori violenti subiti da Mohammed, uno dei
tre
detenuti che la CIA ammette di avere sottoposto al
'waterboarding', la tecnica di annegamento simulato
considerata
da molti una tortura.

Anche il presunto ventesimo dirottatore Qahtani (non venne
ammesso negli Usa da un funzionario d'immigrazione in
Florida)
ha subito diversi abusi da quando e' detenuto a Guantanamo,
compreso l'obbligo ad indossare un reggiseno e ad essere
condotto al guinzaglio per il campo.
''Gli imputati andranno incontro alla possibilita' di venir
condannati a morte'', ha detto il generale dell'Air Force
Thomas
Hartmann, nell'annunciare le incriminazioni. Tocchera' ora a
una
donna, Susan Crawford, il funzionario che guida la procedura
dei
tribunali speciali, decidere se confermare la richiesta di
pena
di morte e mandare il caso all'esame delle 'commissioni
militari', i tribunali speciali creati dall'amministrazione
Bush
dopo l'11 settembre proprio per processare terroristi, fino
a
ora mai entrati in azione.
Il generale Hartmann, che svolge il compito di consigliere
legale per i tribunali speciali militari, ha affermato che ai
detenuti incriminati
verranno concessi una serie di diritti, tra
cui quello di controesaminare i testimoni e la possibilita' di
accedere a processi d'appello.
Ma le fonti di prova saranno
sottoposte a varie limitazioni, soprattutto quelle acquisite
dalla Cia nelle prigioni segrete.
Nel giro di alcuni mesi, udienze
preliminari e poi processi veri e propri potrebbero venir
celebrati a 'Camp Justice', la tendopoli creata a Guantanamo
proprio per ospitare i primi processi di questo genere
celebrati
dagli Usa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha in programma di
pronunciarsi
presto, per la terza volta, sull'intero aspetto della
legalita'
dell'iter giudiziario di Guantanamo: potrebbe essere il via
libera definitivo per l'amministrazione Bush, dopo vari
passi
falsi, ma puo' anche trasformarsi in uno stop.
Nelle visite che il Pentagono
concede a Guantanamo alla stampa e a esponenti di
istituzioni
internazionali, vengono mostrate nel dettaglio sei prigioni
indicate con numeri, da Camp 1 a Camp 6. Ma ora per la prima
volta gli Usa hanno ammesso che i detenuti piu' importanti,
una
quindicina di presunti capi di Al Qaida, sono chiusi
altrove: in
una struttura segreta chiamata Camp 7, gestita da un'unita'
militare altrettanto segreta, la Task Force Platinum.
Dove si trovi il
carcere misterioso, resta un'informazione
top secret. Da qualche parte in mezzo ai 116 km quadrati
della
baia cubana che gli Usa controllano dal 1903, esiste una
struttura dove sono sepolti nel massimo isolamento
personaggi
come Khalid Sheikh Mohammed.